Metodo Feuerstein Genova

METODO FEUERSTEIN GENOVA

IMPARARE AD IMPARARE

Una introduzione al Metodo Feuerstein attraverso un percorso teorico-esperienziale. Gli incontri, di un’ora e mezza, si svolgeranno al sabato pomeriggio presso lo studio Scatola del Vento in Via San Luca 12/48A (di fronte all’Acquario di Genova).

Imparare e insegnare sono due facce della stessa medaglia. Il percorso può essere adatto sia a chi è interessato ad “imparare ad imparare” sia chi è più focalizzato sull’ “imparare ad insegnare”.

Si lavora in piccolo gruppo. E' necessaria la preiscrizione.

L’orario proposto è dalle 15,30 alle 17,00. In caso di un numero elevato di iscrizioni sarà possibile attivare un secondo gruppo dalle 18,00 alle 19,30.

Le prossime date:

24 febbraio - 10 marzo

24 marzo - 7 aprile - 21 aprile

12 maggio – 26 maggio – 9 giugno

 

E' possibile iscriversi in ogni momento

 Per informazioni: info@scatoladelvento.it

Prof. Reuven Feuerstein (21 agosto 1921 – 29 aprile 2014)

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The International Feuerstein Institute: www.icelp.info 

The Feurstein Institute Official Page: https://www.facebook.com/feuersteininstitute/

 METODO META-COGNITIVO

Il metodo Feuerstein è detto “metacognitivo”. Questa parola un po’ difficile significa che tutto ciò che viene proposto non è mai il fine ma sempre uno strumento. Non è mai punto di arrivo ma sempre mezzo per arrivare a qualcos’altro, che sarà a sua volta un ulteriore punto di ri-partenza. Come dire … imparo a costruirmi una libreria; e quindi in questa fase tutte le mie capacità sono focalizzate sulla realizzazione della libreria stessa. Ma la libreria non è fine a se stessa. Una volta raggiunto il mio obiettivo di costruirne una ecco che questo mio punto di arrivo diventa lo strumento grazie al quale posso tenere in ordine i miei libri. E allora passo successivo è sistemarvi i libri sopra. Ma poi anche questo diventa a sua volta lo strumento grazie al quale posso prendere i libri quando mi servono, leggerli e imparare nuove cose. E così via. Come si fa tutto questo? Grazie all’intervento mirato di un “mediatore” il quale ha la funzione di rendermi consapevole degli obiettivi che voglio/posso pormi e di fornirmi gli strumenti per raggiungerli.

ERRORE INTESO COME “FINESTRA APERTA SULLA MENTE”

Questa originale definizione che Jael Kopciowski (a cui devo la mia formazione nel Metodo) dà di errore è assolutamente in linea con l’antico detto “sbagliando si impara”. Se ci pensiamo bene quando diamo la risposta giusta non ci chiediamo mai (o quasi) come siamo arrivati a dare quella risposta. Mentre quando diamo una risposta sbagliata ci focalizziamo sempre, volenti o nolenti, sul processo che ci ha portati fin lì. L’errore diventa quindi l’opportunità, se so riconoscerla come tale, di “vedere il percorso” e non soltanto il punto di arrivo. Conoscere il proprio personale modo di procedere è risorsa preziosa non solo per i ragazzi con i cosiddetti “bisogni educativi speciali” o “disturbi dell’apprendimento” (e per i loro genitori, insegnanti e tutor che li aiutano a casa e a scuola) ma per chiunque intenda acquisire consapevolezza relativamente alle “strade” che percorre nella vita (cognitive o emotive che siano).

IMPARARE AD INSEGNARE

Grazie ai “principi di mediazione” e alla promozione di un “ambiente attivo modificante” posso aiutare l’altro ad apprendere modificando me stesso/a. Se pongo tutta l’attenzione sulla persona con cui mi relaziono corro il rischio di sentirmi impotente e frustrata/o ogni volta che l’altro non corrisponde alle mie aspettative. Se comincio a pensare che “io sono modificabile” allora so di poter contare sull’introduzione di cambiamenti nella relazione perché questi partiranno da me. Acquisisco strumenti per rendere dinamico il processo di insegnamento e apprendimento, per rendere le emozioni veicolo di crescita, per porre attenzione agli aspetti non solo verbali ma anche non verbali e corporei della relazione educativa e didattica, per vedere gli errori e i limiti sotto una nuova luce, per promuovere autostima e fiducia, ecc

I possibili percorsi e gli strumenti a disposizione

Dopo uno o più colloqui iniziali finalizzati alla conoscenza reciproca e all’anamnesi si può procedere su tre fronti:

1) LPAD (Learning Potential/Propencity Assessment Device)

  • Individuazione delle strategie cognitive messe spontaneamente in atto dall’individuo a partire dalle sue attuali capacità;
  • Valutazione del potenziale di apprendimento, ovvero individuazione (quantitativa e qualitativa) dei “talenti” (cognitivi ed emotivi) presenti in forma latente su cui fare leva attraverso la mediazione per farli sviluppare ed emergere;
  • Sperimentazione della meta cognizione (imparare ad apprendere) per valutare come e quanto l’individuo possa beneficiare di un intervento di mediazione ai fini della cosiddetta modificabilità cognitiva strutturale.

Il percorso prevede una batteria comprensiva di una decina di test (che possono essere somministrati una sola volta o ripetuti nel tempo) e termina con la consegna di un dettagliato resoconto tanto del processo quanto dei risultati ottenuti. Tale report costituisce un punto di ri-partenza delineando linee guida e strumenti operativi tali da poter essere messi in atto in maniera condivisa. In tal modo si può far carico del successivo lavoro non solo il professionista ma anche la famiglia, tenendo conto ovviamente dei diversi ruoli.

2) PAS (Programma di Arricchimento Strumentale) atto a

  • rafforzare le funzioni cognitive carenti;
  • stimolare l’emergere di quelle assenti;
  • promuovere autostima e motivazione intrinseca all’apprendimento e al cambiamento;
  • promuovere consapevolezza.

I materiali del PAS sono organizzati in 14 eserciziari detti Strumenti, che comprendono esercizi carta-matita focalizzati su specifiche aree cognitive (come la percezione analitica, l'orientamento nello spazio e nel tempo, il comportamento comparativo, la classificazione, ecc.) ed emotive (come l’identificazione delle emozioni, l’empatia, ecc.). Gli esercizi vengono mediati da un applicatore PAS e possono essere svolti in gruppo o all'interno di un intervento individuale di recupero e/o evoluzione personale. Con i bambini in età prescolare o soggetti in cui le funzioni cognitive di base siano inadeguate, immature, o fortemente compromesse si utilizzano gli Strumenti del PAS Basic.

3) Ambiente attivo modificante - un approccio sistemico di empowerment che permetta alle persone significative che ruotano intorno alla persona (famigliari, amici, educatori, insegnanti, oppure colleghi, ecc. – a seconda dell’età dell’individuo e della sua rete sociale) di sostenere la sua evoluzione modificandosi a sua volta in modo adeguato, con intenzionalità e consapevolezza

Per “ambiente” intendiamo sia i luoghi in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo (la casa, il posto di lavoro, gli spazi del tempo libero…), sia le persone con cui interagiamo e a cui siamo legati da un rapporto significativo.

Ogni individuo è parte di un sistema; se si modifica, contagia il sistema e la risposta del sistema a sua volta influirà su di lui. Un ambiente monolitico, che conserva rigidamente le sue dinamiche intorno ad un individuo che cambia, non solo rischia di mortificarne lo sviluppo, ma può divenire causa di ulteriori sofferenze se non rispecchia l’accresciuta consapevolezza di sé che il soggetto in evoluzione ha acquisito.

Per ambiente attivo modificante, in contrapposizione ad un ambiente passivo ricevente, si intende dunque un modellamento mirato, individualizzato e intenzionale dell’ambiente fisico ed umano che costituisce il “campo” dell’individuo in modo tale che possa accogliere, sostenere ed implementare l’evoluzione del soggetto stesso.

thinking"Un momento sto pensando"

è il motto che accompagna ogni Strumento del PAS per ricordare che in questo tipo di lavoro si considera più importante il processo del risultato

Sei interessato al Metodo Feuerstein?

Sono lieta di darti maggiori informazioni e di riceverti nel mio studio di GENOVA, in Via San Luca 12/48 A - 16124 (GE)

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